Consigli utili

Quando conviene sterilizzare una gatta?

Quando conviene sterilizzare una gatta? Meglio farlo prima o dopo il calore? La micia ingrasserà dopo l’intervento? E quali rischi vi sono?


Sono tutte domande che i proprietari prima o poi si pongono.

Iniziamo col dire che la gatta domestica è un animale a ovulazione indotta: l’estro (o calore) cessa soltanto con l’accoppiamento.
Il ciclo estrale è accompagnato da manifestazioni sgradevoli sia per l’animale che per chi gli sta attorno: frequenti miagolii (anche notturni), irrequietezza e aggressività. La mancata sterilizzazione aumenta il rischio di tumori mammari e infezioni uterine, senza contare quello delle malattie sessualmente trasmissibili.

Se non abbiamo una gatta d’appartamento, preventiviamo fino a due cucciolate all’anno. È consigliabile sterilizzate la femmina tra i sei e i nove mesi, prima dell’inizio del primo estro. Prima dell’intervento l’animale va tenuto a digiuno per 24 ore.

Le principali tecniche di sterilizzazione sono due: l’asportazione delle ovaie oppure quella dell’utero e delle ovaie. Ciascuno dei due interventi può essere eseguito in laparoscopia (una forma di chirurgica poco invasiva) o in endoscopia. Dopo l’intervento il felino va tenuto al riposo in casa per via del taglio e dell’abbassamento delle difese immunitarie. Un’adeguata terapia antibiotica riduce il rischio di infezioni.

Il metabolismo di una gatta sterilizzata si riduce di circa un quarto, pertanto si rende necessario un regime dietetico meno calorico.
Contattateci per maggiori informazioni su quando sterilizzare una gatta.

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